patologie polso mano calciatore

Introduzione

Le lesioni di mano e polso rappresentano una quota relativamente ridotta degli infortuni nel calcio (2-15%), ma assumono particolare rilevanza nei portieri, che utilizzano attivamente gli arti superiori durante il gioco. Anche i giocatori di movimento possono subire traumi a mano e polso in occasione di cadute, contrasti o trattenute dell’avversario. L’articolo esamina le principali lesioni legamentose, osteoarticolari, tendinee e nervose, procedendo dal polso verso le dita. 

Lesioni legamentose del polso

Lesione del complesso fibrocartilagineo triangolare (TFCC)

La lesione del TFCC è frequentemente causata da una caduta sul polso in iperestensione associata a pronazione o supinazione. Clinicamente si manifesta con dolore ulnare e, nei casi più gravi, instabilità dell’articolazione radio-ulnare distale (RUD). Le immagini mostrano sia il dolore localizzato sul versante ulnare sia la diastasi radio-ulnare osservabile radiograficamente. 

La valutazione clinica comprende:

  • Fovea sign
  • Piano test
  • Ballottement test
  • Lift-off test

La risonanza magnetica rappresenta l’esame di principe, ma l’artroscopia rimane il gold standard diagnostico e terapeutico, consentendo la conferma della lesione e la sua riparazione. Le figure mostrano la reinserzione artroscopica foveale del TFCC e il protocollo postoperatorio con immobilizzazione sopra-gomito per limitare la prono-supinazione. 

Tempi di recupero

  • 1 mese di immobilizzazione
  • 2 mesi di riabilitazione
  • ritorno all’attività agonistica dopo circa 3 mesi

Nei portieri il ritorno in campo richiede tempi più lunghi. 

Lesione del complesso fibrocartilagineo triangolare

Lesione del legamento scafo-lunato (SL)

È la lesione legamentosa più frequente del polso e deriva tipicamente da un trauma in iperestensione. La classificazione di Geissler e quella modificata EWAS distingue quattro stadi di gravità.

I sintomi comprendono:

  • dolore dorso/volo-radiale
  • limitazione funzionale
  • perdita di forza

Le radiografie sono spesso negative negli stadi iniziali; la dissociazione scafo-lunata diventa evidente solo negli stadi avanzati. Le immagini mostrano l’allargamento dello spazio SL e la deformità DISI associata. 

Trattamento

  • conservativo negli stadi minori
  • capsulodesi dorsale e/o volare negli stadi intermedi
  • ricostruzione legamentosa con innesto tendineo negli stadi avanzati

Le figure illustrano la tecnica di capsulodesi ed il risultato radiografico postoperatorio. 

capsulodesi
radiografia post operatoria

Frattura dello scafoide

È la frattura carpale più frequente. Nei calciatori professionisti viene generalmente preferito il trattamento chirurgico con vite di Herbert per accelerare il ritorno allo sport. Le immagini mostrano tutte le fasi della sintesi percutanea sotto controllo fluoroscopico. 

L’autore sottolinea l’importanza di:

  • riconoscere eventuali lesioni associate
  • eseguire RMN o TC in caso di dubbio diagnostico
  • evitare mobilizzazioni precoci

Le fratture intracorticali possono essere trattate conservativamente con tutore e stimolazione biologica. 

frattura scafoide

Fratture del radio distale

Meno frequenti nel calcio rispetto ad altri sport, ma spesso associate a lesioni legamentose o fratture dell’ulna.

Le immagini mostrano:

  • frattura articolare del radio distale
  • steosintesi con placca volare
  • risultato clinico finale

Negli atleti si preferisce frequentemente la riduzione aperta e sintesi interna (ORIF) per favorire una ripresa più rapida. 

frattura radio distale

Lussazioni e fratture-lussazioni del carpo

Le lussazioni perilunari rappresentano lesioni ad alta energia che coinvolgono contemporaneamente ossa e legamenti del carpo.

Le immagini radiografiche mostrano:

  • frattura-lussazione perilunare
  • frattura della stiloide ulnare associata
  • tecniche di riparazione legamentosa SL e TFCC
  • Sono lesioni severe che richiedono trattamento chirurgico e possono evolvere verso artrosi del polso e deficit permanenti di forza e mobilità. 
lussazione del carpo

Fratture dei metacarpi

Le fratture più comuni coinvolgono il terzo, quarto e quinto metacarpo.

Negli atleti viene spesso eseguita:

  • riduzione aperta
  • sintesi con placca

per consentire una ripresa precoce dell’attività sportiva protetta.

Particolarmente interessante il caso clinico riportato: un giocatore di Serie A torna ad allenarsi il giorno successivo all’intervento grazie a protezioni termoplastiche dedicate. Le immagini documentano sia la frattura sia il risultato postoperatorio. 

frattura dei metacarpi

Fratture delle falangi

Le fratture falangee richiedono:

  • riduzione anatomica
  • controllo delle rotazioni
  • riabilitazione precoce

Le immagini mostrano una complessa frattura articolare del quarto dito trattata con viti miniaturizzate e valutazione intraoperatoria dell’allineamento mediante test di Brunelli. 

Per la protezione al ritorno sportivo vengono utilizzati:

  • buddy taping
  • taping singolo
  • tutori specifici

Nei portieri il rientro viene ritardato fino alla completa consolidazione ossea. 

fratture falangee

Lesioni legamentose delle dita

Articolazione interfalangea prossimale (PIP)

È la lesione legamentosa più frequente della mano.

L’articolo descrive:

  • distorsioni semplici
  • lesioni dei collaterali
  • lesioni della placca volare
  • fratture-lussazioni

La stabilità articolare viene classificata in tre gradi.

Le immagini mostrano:

  • riparazione del collaterale radiale con ancora di sutura
  • controllo radiografico
  • recupero finale della mobilità articolare

Le lesioni più severe possono richiedere trazione dinamica, ORIF o ricostruzioni complesse. 

lesioni PIP

Articolazione interfalangea distale (DIP)

Le lussazioni della IFD vengono generalmente trattate con riduzione chiusa e immobilizzazione.

Particolare attenzione viene dedicata al:

dito a martello (Mallet Finger)

Lesione caratterizzata dal distacco dell’estensore terminale, spesso associato a frammento osseo.

Le immagini mostrano:

  • mallet osseo
  • trattamento con filo di Kirschner
  • tutore specifico in iperestensione

Il trattamento conservativo dura circa due mesi. 

Mallet osseo
tutore

Articolazione metacarpo-falangea (MP)

Le lussazioni MP e le lesioni dei legamenti collaterali richiedono una distinzione tra forme semplici e complesse.

Particolare rilievo viene dato alla:

Lesione del legamento collaterale ulnare del pollice (UCL)

Molto frequente negli sportivi.

Le immagini mostrano:

  • test clinico di instabilità
  • fissazione con ancora di sutura
  • risultato finale

Nei casi cronici è necessario ricostruire il legamento con innesto tendineo. 

test clinico stabilità
fissazione con ancora di sutura

Lesioni tendinee

Le lesioni tendinee interessano principalmente:

  • flessori profondi
  • estensori terminali

I meccanismi tipici comprendono:

  • trazione durante le trattenute dell’avversario
  • trauma assiale del dito
  • schiacciamenti

Le suture tendinee richiedono riabilitazione precoce ma protetta, con ritorno allo sport generalmente non prima di 45 giorni. 

Lesioni nervose

Le lesioni nervose sono rare (0,3-0,5% degli infortuni sportivi).

Possono essere:

  • acute (trauma diretto, trazione, lacerazione)
  • croniche (compressione o microtraumi ripetuti)

Le strutture più coinvolte sono:

  • nervo mediano
  • nervo ulnare
  • ramo superficiale del nervo radiale
  • nervi digitali

La diagnosi si basa su esame clinico, elettromiografia ed ecografia. Il trattamento è prevalentemente conservativo, mentre la chirurgia è riservata ai casi più gravi. 

Conclusioni

L’articolo evidenzia come le lesioni di mano e polso nel calcio, pur essendo meno frequenti rispetto a quelle degli arti inferiori, possano determinare lunghi periodi di stop, soprattutto nei portieri.

La diagnosi precoce, il corretto riconoscimento delle lesioni associate e un trattamento specialistico immediato sono elementi determinanti per evitare instabilità residue, rigidità articolare, artrosi precoce e perdita di funzione.

Gli autori sottolineano che il primo trattamento deve essere il più accurato possibile, poichè errori iniziali possono compromettere il recupero a lungo termine.